
22 Ottobre 2026
Il quadro europeo degli appalti pubblici si prepara a una possibile revisione strutturale.
Il 9 settembre 2026 la Commissione Europea ha presentato una proposta di regolamento sui contratti pubblici e sulle concessioni, denominata Public Procurement Act, destinata a sostituire le tre principali direttive europee oggi alla base della disciplina degli appalti: la Direttiva 2014/23/UE sulle concessioni, la Direttiva 2014/24/UE sugli appalti pubblici e la Direttiva 2014/25/UE nei settori speciali.
La proposta non costituisce ancora il nuovo quadro normativo applicabile: il provvedimento è attualmente inserito nella procedura legislativa ordinaria e dovrà quindi completare il proprio iter prima di poter entrare in vigore.
L'obiettivo dichiarato è però chiaro: rendere il sistema europeo degli appalti più semplice, uniforme, digitale e orientato alle esigenze strategiche dell'Unione.
Per le imprese che lavorano con la Pubblica Amministrazione, si tratta di un'evoluzione da seguire con attenzione. Perché cambiare le regole di accesso e gestione delle gare significa intervenire non soltanto sulle procedure di aggiudicazione, ma sull'intero rapporto tra aziende e committenti pubblici.
Per le imprese, però, il rapporto con la Pubblica Amministrazione non si esaurisce nella partecipazione alla gara. Una volta aggiudicato il contratto, entrano in gioco altri fattori decisivi: tempi di pagamento, gestione dei crediti, garanzie fideiussorie e capacità finanziaria. È proprio su questa dimensione che la gestione del credito assume un valore strategico.
La proposta della Commissione interviene su diversi elementi dell'attuale sistema europeo, con l'intento di ridurre la complessità normativa e rendere più omogenee le procedure.
Tra gli aspetti di maggiore interesse per le imprese emergono quattro direttrici principali.
Uno dei cambiamenti più significativi riguarda la scelta dello strumento legislativo.
L'attuale disciplina europea si fonda principalmente su tre direttive, che devono essere recepite dagli Stati membri attraverso la rispettiva legislazione nazionale. La proposta prevede invece un regolamento unico direttamente applicabile, destinato a sostituire le tre direttive.
Il passaggio avrebbe l'obiettivo di rendere più uniforme il quadro normativo europeo e ridurre le differenze derivanti dalle modalità con cui le singole disposizioni vengono recepite e applicate a livello nazionale.
Per le imprese che operano in più Paesi dell'Unione, una maggiore uniformità delle regole potrebbe quindi tradursi in un contesto più omogeneo nel quale affrontare le procedure di gara.
La proposta interviene anche sulla struttura delle procedure di aggiudicazione, prevedendo una riduzione delle procedure ordinarie e una maggiore flessibilità in determinati contesti.
L'obiettivo è semplificare il sistema e favorire un utilizzo più efficace delle procedure negoziate, delle consultazioni preliminari di mercato e degli strumenti destinati a favorire l'acquisizione di soluzioni innovative.
Per le aziende, questo significa confrontarsi con un sistema nel quale la capacità di comprendere correttamente la procedura applicabile e di prepararsi alla gara continuerà ad avere un peso rilevante.
Un altro elemento centrale della proposta riguarda il criterio del Best Price-Quality Ratio (BPQR), che rafforza il peso attribuito alla qualità rispetto alla sola componente economica.
La proposta introduce infatti criteri volti a valorizzare maggiormente qualità, sostenibilità, innovazione e altri elementi non riconducibili al semplice prezzo, con particolare attenzione ai contratti caratterizzati da una significativa componente di manodopera.
Il principio sottostante è quello di evitare che il prezzo rappresenti l'unico elemento determinante nella valutazione delle offerte, favorendo invece una lettura più ampia del valore generato dall'appalto.
La quarta direttrice riguarda la digitalizzazione del sistema degli appalti.
La proposta punta a rafforzare l'interoperabilità tra le piattaforme e i sistemi digitali utilizzati negli Stati membri, anche attraverso il principio “once-only”: l'obiettivo è evitare che imprese e operatori economici debbano fornire ripetutamente informazioni già disponibili alle amministrazioni pubbliche.
La digitalizzazione non riguarda quindi soltanto la presentazione telematica delle offerte, ma l'intero ecosistema informativo che accompagna la partecipazione agli appalti.
Per le imprese, questo significa una crescente importanza della qualità dei dati, della corretta gestione documentale e della capacità di governare digitalmente i processi legati ai contratti pubblici.
La possibile evoluzione del quadro normativo europeo non riguarda soltanto le modalità con cui una gara viene bandita e aggiudicata. Per le imprese che operano con la Pubblica Amministrazione, il vero impatto si misura lungo l'intero ciclo del contratto pubblico: dalla partecipazione alla gara fino all'esecuzione, alla gestione dei crediti e alla chiusura degli adempimenti collegati.
Un sistema più digitale e uniforme può semplificare diversi passaggi, ma non elimina automaticamente le criticità che le aziende incontrano nella gestione quotidiana dei rapporti con la PA.
Al contrario, proprio la crescente complessità dei flussi finanziari e documentali rende sempre più importante avere una visione completa delle proprie posizioni.
Per un'impresa, aggiudicarsi una gara rappresenta soltanto l'inizio del rapporto con la Pubblica Amministrazione.
Durante l'esecuzione del contratto possono infatti emergere diverse situazioni che incidono sulla disponibilità finanziaria dell'azienda: crediti ancora da incassare, tempi di pagamento da monitorare, documentazione amministrativa da completare e garanzie fideiussorie che rimangono attive anche quando la loro funzione originaria è ormai esaurita.
Quest'ultimo aspetto viene spesso sottovalutato.
Una fideiussione ancora aperta non rappresenta soltanto un adempimento amministrativo da chiudere. Può continuare a impegnare plafond bancari e assicurativi, generare costi e limitare la capacità dell'impresa di utilizzare nuove linee di credito o partecipare ad altre opportunità.
Per questo, la gestione delle garanzie dovrebbe essere considerata parte integrante della gestione finanziaria del rapporto con la PA.
Quando le condizioni per lo svincolo sono maturate, ottenere la liberazione della garanzia consente all'impresa di recuperare capacità finanziaria che altrimenti rimarrebbe inutilmente vincolata.
Il problema è che il completamento del contratto non coincide necessariamente con la chiusura immediata di tutti gli adempimenti necessari allo svincolo.
Possono essere necessari certificati di regolare esecuzione, atti di collaudo, liberatorie e altri documenti che devono essere richiesti e ottenuti dagli enti o dalle stazioni appaltanti coinvolte.
È proprio in questa fase che un'attività di presidio e monitoraggio può fare la differenza: seguire la pratica, mantenere i rapporti con gli interlocutori pubblici, verificare lo stato degli adempimenti e intervenire quando il procedimento si blocca.
Lo svincolo della fideiussione non è quindi soltanto la chiusura di una pratica amministrativa. È un'operazione che può incidere concretamente sulla capacità finanziaria dell'impresa.
La riforma proposta dalla Commissione Europea va nella direzione di un sistema degli appalti più uniforme, digitale e orientato alla semplificazione. Per le imprese, però, la capacità di cogliere le opportunità offerte dal mercato pubblico dipende anche da come vengono gestite le fasi successive all'aggiudicazione.
Tra gli aspetti che continuano a richiedere attenzione rientra anche la gestione delle garanzie fideiussorie. Una fideiussione legata a un appalto, infatti, può continuare a impegnare capacità finanziaria dell’impresa anche dopo la conclusione delle principali attività contrattuali, fino a quando non vengono completati gli adempimenti necessari al suo svincolo.
È su questo terreno che la gestione del credito assume una dimensione concreta: non si tratta soltanto di monitorare un credito o attendere un pagamento, ma di verificare quali risorse finanziarie possono essere recuperate e rese nuovamente disponibili per l’impresa.
Per un'azienda che opera nel mercato degli appalti pubblici, quindi, la gestione delle fideiussioni non dovrebbe essere considerata un'attività meramente burocratica.
Una garanzia mantenuta aperta oltre il necessario può continuare a impegnare risorse e capacità di credito. Intervenire sullo svincolo significa invece recuperare margine finanziario e rendere nuovamente disponibili risorse che l'impresa può destinare alla propria attività.
È una prospettiva particolarmente rilevante per le aziende che partecipano a più gare o gestiscono contemporaneamente diversi contratti con la Pubblica Amministrazione, dove l'accumulo di garanzie può incidere progressivamente sulle linee disponibili.
È in questo contesto che si inserisce l'attività di NSK Credit Management, specializzata nella gestione delle pratiche di svincolo delle garanzie fideiussorie nei rapporti con la Pubblica Amministrazione.
L'attività comprende il presidio dei rapporti con stazioni appaltanti ed enti pubblici, il sollecito della documentazione necessaria e il monitoraggio dell'avanzamento della pratica fino all'ottenimento degli atti che consentono la liberazione della garanzia.
L'obiettivo è trasformare una posizione ancora aperta in una risorsa nuovamente disponibile per l'azienda, riducendo i tempi e l'impegno interno necessari per seguire procedure che possono richiedere interlocuzioni ripetute con diversi soggetti.
Per il servizio di svincolo delle fideiussioni, NSK prevede un modello operativo a success fee, con compenso subordinato al risultato ottenuto.
L'attività viene quindi remunerata a fronte del formale svincolo della garanzia, senza costi fissi o premi preliminari secondo il modello descritto nel materiale fornito.
Questo approccio lega il costo del servizio all'effettivo raggiungimento dell'obiettivo: liberare la garanzia e restituire all'impresa la relativa capacità finanziaria.
La proposta di riforma europea rappresenta un'evoluzione importante del sistema degli appalti pubblici, ma la trasformazione normativa non elimina la necessità per le imprese di presidiare con attenzione la dimensione finanziaria dei propri rapporti con la PA.
Digitalizzazione, semplificazione delle procedure e maggiore uniformità delle regole possono rendere più efficiente il mercato degli appalti. Per ottenere un beneficio concreto, però, è altrettanto importante gestire ciò che accade dopo l'aggiudicazione: dai crediti verso la Pubblica Amministrazione alle garanzie fideiussorie, fino alla disponibilità effettiva delle risorse finanziarie.
Per un'impresa, infatti, una garanzia che può essere svincolata non è soltanto una pratica da chiudere. È capacità finanziaria da recuperare.
NSK Credit Management affianca le aziende nella gestione di queste attività, mettendo a disposizione competenze specifiche nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e un presidio diretto dell'intero iter di svincolo.
