
13 Ottobre 2026
Il Decreto-Legge 7 agosto 2026, n. 144, dedicato alla funzionalità della Pubblica Amministrazione, degli enti territoriali e alla protezione civile, ha completato il proprio iter parlamentare con l'approvazione definitiva da parte del Senato del disegno di legge di conversione.
Tra le disposizioni contenute nel provvedimento, particolare attenzione merita l'articolo 4, dedicato al Servizio sanitario regionale e alla salute pubblica.
Per il settore Healthcare & Pharma, una delle misure più rilevanti riguarda la possibilità per Regioni e Province autonome di utilizzare fino al 31 dicembre 2027 le risorse residue stanziate negli anni 2020 e 2021 per fronteggiare l'emergenza Covid e ancora presenti nei bilanci sanitari regionali, destinandole ai Piani operativi per il recupero delle liste d'attesa.
La norma si inserisce in un intervento più ampio sulla governance sanitaria, che comprende anche il riassetto delle funzioni di monitoraggio dei tempi di attesa e alcune disposizioni sulla continuità dei vertici delle aziende sanitarie.
Per le imprese che forniscono beni e servizi al SSN, tuttavia, la questione non riguarda soltanto le risorse disponibili. Riguarda anche la capacità degli enti sanitari di trasformare queste risorse in attività, prestazioni, pagamenti e flussi finanziari effettivamente gestibili.
Le disposizioni di maggiore interesse per il comparto sanitario possono essere ricondotte ad alcuni ambiti principali.
Il decreto proroga al 31 dicembre 2027 la possibilità di utilizzare le risorse Covid ancora presenti nei bilanci dei servizi sanitari regionali per l'attuazione dei Piani operativi di recupero delle liste d'attesa.
Si tratta di una proroga nell'utilizzo di risorse già stanziate, non dell'introduzione di un nuovo fondo: il provvedimento consente infatti di utilizzare anche nel 2027 somme residue originariamente destinate all'emergenza pandemica.
La misura può contribuire a sostenere la capacità delle strutture sanitarie di recuperare prestazioni arretrate e mantenere strumenti straordinari finalizzati all'incremento dell'offerta.
Per il sistema delle imprese fornitrici, questo significa anche una possibile prosecuzione delle attività e dei rapporti economici collegati all'erogazione di prestazioni e servizi sanitari.
Il provvedimento interviene inoltre sulla distribuzione delle competenze relative al monitoraggio dei tempi di attesa per le prestazioni comprese nei LEA, attribuendo tali funzioni alle direzioni generali competenti del Ministero della Salute e ridefinendo contestualmente le funzioni dell'Organismo di verifica e controllo sull'assistenza sanitaria.
Il tema della governance non è quindi secondario: il decreto interviene sull'organizzazione dei controlli e sul monitoraggio delle performance del sistema sanitario regionale.
Un'ulteriore disposizione riguarda l'elenco nazionale degli idonei alla nomina di Direttore Generale delle Aziende Sanitarie Locali e delle Aziende Ospedaliere, la cui validità viene prorogata, comunque non oltre il 31 dicembre 2027.
Anche questa misura si colloca nella logica più ampia di assicurare continuità alla gestione delle strutture sanitarie durante una fase nella quale il sistema è chiamato a utilizzare risorse, rispettare obiettivi e monitorare le proprie performance.
Il decreto istituisce inoltre una struttura commissariale destinata alla gestione della custodia, del trasporto e dello smaltimento dei materiali acquistati dal Ministero della Salute durante l'emergenza Covid e ancora presenti nei magazzini statali.
È un intervento che testimonia come gli effetti amministrativi e finanziari della fase emergenziale continuino a produrre conseguenze anche a distanza di anni dalla pandemia.
Per le aziende Pharma & Healthcare che lavorano con ASL, Aziende Ospedaliere e altri enti sanitari pubblici, la disponibilità di risorse rappresenta un elemento importante, ma non è sufficiente da sola a garantire una gestione efficiente dei flussi finanziari.
Tra l'attività di fornitura e l'effettivo incasso di un credito esiste infatti un percorso amministrativo complesso, nel quale possono intervenire verifiche, riconciliazioni, richieste documentali e procedure interne agli enti.
È proprio in questa fase che la gestione del credito assume un valore strategico.
Un portafoglio di crediti verso il SSN non adeguatamente monitorato può infatti trasformarsi in capitale immobilizzato, con effetti sul capitale circolante e sulla capacità dell'azienda di programmare i propri flussi di cassa.
La proroga delle risorse destinate al recupero delle liste d'attesa può quindi rappresentare un'opportunità per la filiera sanitaria, ma la disponibilità teorica di risorse deve tradursi in processi amministrativi efficienti e pagamenti effettivi.
Per le aziende fornitrici, questo rende ancora più importante conoscere lo stato delle proprie posizioni e intervenire tempestivamente quando un credito rimane fermo.
È questo il punto sul quale vale la pena soffermarsi.
La proroga delle risorse fino al 2027 non equivale automaticamente a una riduzione dei tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione. La stessa documentazione parlamentare evidenzia che si tratta di risorse già presenti nei bilanci regionali e già destinate a specifiche finalità.
Per un'azienda fornitrice, quindi, il tema non è soltanto quanto denaro è disponibile nel sistema sanitario, ma anche come le singole posizioni creditorie vengono gestite lungo il loro percorso amministrativo.
Una fattura può essere correttamente emessa ma richiedere ulteriori verifiche. Una posizione può necessitare di riconciliazione. Un pagamento può essere rallentato da una contestazione o da una documentazione non allineata.
Il risultato, dal punto di vista dell'impresa, è sempre lo stesso: liquidità che tarda a trasformarsi da credito in disponibilità finanziaria.
Ed è qui che il Credit Management può assumere una funzione che va oltre il semplice sollecito di pagamento.
Per un'azienda che fornisce beni e servizi al Servizio Sanitario Nazionale, la disponibilità di risorse all'interno del sistema sanitario rappresenta certamente un elemento positivo. Ma tra lo stanziamento o la disponibilità di fondi e l'effettivo pagamento di una fattura esiste un percorso amministrativo che può essere articolato e richiedere tempi significativi.
Il credito commerciale nasce infatti all'interno di una filiera nella quale intervengono diversi passaggi: emissione e registrazione della fattura, verifica della prestazione o della fornitura, controlli amministrativi, eventuali richieste di integrazione, riconciliazione delle posizioni e, infine, emissione del mandato di pagamento.
Quando uno di questi passaggi si blocca, la disponibilità teorica di risorse dell'ente non si traduce necessariamente in liquidità per il fornitore.
Per questo, per le imprese che operano con ASL, Aziende Ospedaliere e altri enti del SSN, diventa fondamentale non limitarsi a conoscere l'ammontare del proprio portafoglio crediti, ma sapere quali posizioni sono effettivamente liquidabili, quali sono ferme e per quale motivo.
Nel settore Healthcare & Pharma, l'esposizione verso la Pubblica Amministrazione può raggiungere dimensioni rilevanti e coinvolgere contemporaneamente numerosi enti e numerose posizioni.
Il problema non è quindi soltanto rappresentato dal ritardo di una singola fattura. Quando le posizioni rimangono aperte per periodi prolungati, il credito complessivo può trasformarsi in una componente significativa del capitale circolante dell'impresa, assorbendo risorse che potrebbero essere utilizzate per finanziare nuove attività, investimenti o rapporti commerciali.
Uno degli aspetti più delicati nella gestione dei crediti verso il SSN riguarda proprio la riconciliazione delle posizioni.
L'allineamento tra la situazione contabile dell'azienda e quella risultante presso l'ente pubblico consente di individuare eventuali differenze, partite sospese o elementi documentali che possono impedire la conclusione dell'iter amministrativo.
Per un'impresa con un portafoglio significativo di crediti sanitari, avere una fotografia aggiornata delle singole posizioni significa poter individuare con maggiore precisione dove intervenire e con quale priorità.
Il tema assume ancora maggiore rilevanza quando si considera l'impatto finanziario dei crediti non incassati.
Un'azienda può aver regolarmente fornito farmaci, dispositivi medici, beni o servizi e aver maturato un credito pienamente legittimo, ma fino a quando quel credito non viene trasformato in liquidità continua a rappresentare una risorsa immobilizzata.
In presenza di portafogli consistenti verso la Pubblica Amministrazione, questo può incidere sulla gestione del capitale circolante e sulla capacità di programmare i flussi finanziari.
Ridurre il tempo che separa la maturazione del credito dal suo incasso significa quindi liberare risorse finanziarie.
È questo il motivo per cui il Credit Management assume un'importanza strategica per le aziende che operano nel settore Healthcare: la gestione dei crediti non riguarda soltanto l'ufficio amministrativo, ma può avere conseguenze dirette sulla pianificazione finanziaria e sulla capacità di sostenere la crescita dell'impresa.
Accanto ai crediti da incassare, esiste un altro elemento che può contribuire a immobilizzare capacità finanziaria: le fideiussioni prestate nell'ambito dei rapporti con la Pubblica Amministrazione.
Nel settore sanitario, così come negli appalti e nelle convenzioni pubbliche, le garanzie possono rimanere aperte anche nelle fasi successive alla conclusione o all'avanzamento delle attività, fino al completamento degli adempimenti necessari allo svincolo.
Finché la garanzia rimane in essere, il relativo importo può continuare a impegnare plafond bancari o assicurativi dell'impresa.
Il quadro delineato dal Decreto PA rende ancora più evidente una questione centrale per le aziende fornitrici del SSN: la disponibilità delle risorse nel sistema sanitario è soltanto una parte del problema.
L'altra parte riguarda la capacità di gestire efficacemente tutto ciò che si trova tra il credito maturato e la sua trasformazione in liquidità.
Monitoraggio delle posizioni, riconciliazione, gestione delle anomalie, interlocuzione con gli enti e svincolo delle garanzie diventano quindi attività che possono incidere concretamente sull'equilibrio finanziario dell'impresa.
Ed è proprio su questo terreno che si inserisce un Credit Management specializzato: non limitarsi a inseguire il pagamento, ma intervenire sulle condizioni che ne impediscono o ne rallentano la realizzazione.
In un contesto nel quale risorse, procedure amministrative e tempi di pagamento incidono direttamente sulla liquidità delle imprese, la gestione del credito verso la Pubblica Amministrazione richiede un presidio costante e competenze specifiche.
Per le aziende Corporate e Healthcare che lavorano con ASL, Aziende Ospedaliere e altri enti pubblici, NSK Credit Management affianca l'impresa lungo l'intero percorso di gestione del credito, intervenendo sulle posizioni che richiedono analisi, riconciliazione, interlocuzione con l'ente o attività di recupero.
L'obiettivo non è semplicemente sollecitare un pagamento, ma comprendere lo stato effettivo di ogni posizione, individuare ciò che ne rallenta la liquidazione e intervenire per riportare il credito verso una concreta possibilità di incasso.
Una gestione efficace parte dalla conoscenza puntuale del portafoglio.
NSK svolge attività di riconciliazione delle posizioni creditorie e dei flussi, mettendo in relazione le informazioni disponibili presso gli enti con la situazione contabile dell'azienda e verificando lo stato delle singole fatture.
Questo consente di individuare con maggiore rapidità le posizioni che presentano anomalie, disallineamenti o elementi da verificare e di concentrare l'attività sulle situazioni che richiedono un intervento.
Il valore di questa attività è soprattutto operativo: sapere dove si trova un credito e perché non è ancora stato liquidato permette di definire una strategia di intervento più precisa, evitando che le posizioni rimangano semplicemente in attesa.
Quando il problema non è la mancanza di risorse, ma un passaggio amministrativo che impedisce alla posizione di procedere, il semplice sollecito può non essere sufficiente.
NSK gestisce direttamente e in modo qualificato l'interlocuzione con le Ragionerie delle ASL, delle Aziende Sanitarie e degli altri enti coinvolti, affrontando le criticità che possono rallentare la conclusione dell'iter.
Contestazioni, anomalie formali, documentazione da integrare o disallineamenti possono infatti richiedere un'interlocuzione specifica con l'ente prima che il credito possa arrivare alla fase di pagamento.
L'attività di Credit Management diventa quindi un lavoro di presidio e risoluzione delle criticità, finalizzato a ridurre i tempi che separano il credito maturato dalla sua effettiva trasformazione in liquidità.
La gestione finanziaria dei rapporti con la Pubblica Amministrazione non riguarda però soltanto i crediti da incassare.
Anche le fideiussioni ancora aperte possono rappresentare una forma di capacità finanziaria impegnata che l'azienda potrebbe avere interesse a recuperare.
NSK supporta le imprese nell'intero processo di svincolo delle garanzie, seguendo la raccolta e il recupero della documentazione necessaria — come determine, verbali di collaudo e atti liberatori — e gestendo l'interlocuzione con gli enti fino alla definizione della pratica.
Quando le condizioni lo consentono, lo svincolo progressivo o definitivo della garanzia permette di ripristinare plafond e capacità finanziaria, rendendo nuovamente disponibili risorse per l'attività dell'impresa.
Non si tratta quindi soltanto di chiudere una fideiussione: significa intervenire su una componente del rapporto con la Pubblica Amministrazione che può avere un impatto concreto sulla capacità finanziaria dell'azienda.
Per rendere l'intervento coerente con l'obiettivo del servizio, NSK struttura le proprie attività di gestione, recupero e svincolo secondo un modello a performance, con compensi commisurati ai risultati effettivamente ottenuti.
Il principio è semplice: il costo del servizio deve essere collegato al valore generato dall'intervento, attraverso la liquidità recuperata o l'esposizione finanziaria effettivamente liberata.
Questo approccio permette di allineare l'attività di NSK all'interesse dell'impresa: non limitarsi a gestire una pratica, ma lavorare affinché quella pratica produca un risultato finanziario concreto.
Il Decreto PA introduce nuove possibilità di utilizzo delle risorse residue e interviene sull'organizzazione e sul monitoraggio del sistema sanitario. Per le imprese che lavorano con il SSN, però, la disponibilità delle risorse rappresenta soltanto il punto di partenza.
La vera sfida rimane trasformare il credito maturato in liquidità effettivamente disponibile, intervenendo quando procedure, disallineamenti o passaggi amministrativi ne rallentano l'incasso.
È questa la prospettiva con cui NSK Credit Management affronta la gestione del credito nel settore Healthcare & Pharma: un'attività che unisce monitoraggio, riconciliazione, interlocuzione con gli enti, recupero dei crediti e svincolo delle garanzie.
Perché, per un'azienda che fornisce il Servizio Sanitario Nazionale, gestire il credito non significa soltanto recuperare ciò che è dovuto. Significa proteggere liquidità, liberare capacità finanziaria e avere un controllo più concreto delle proprie risorse.
