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DDL 978: come potrebbe cambiare il recupero crediti per le imprese

21 Luglio 2026

📌 Aggiornamento normativo – Luglio 2026

Il Disegno di Legge n. 978 è attualmente in fase di approvazione parlamentare. Le informazioni contenute in questo articolo fanno riferimento al testo approvato dalla Commissione Giustizia del Senato e potrebbero subire modifiche fino alla definitiva approvazione della norma. Aggiorneremo questo approfondimento non appena saranno disponibili novità sull'iter legislativo.


Recuperare un credito più velocemente significa proteggere la liquidità dell'impresa

Per qualsiasi azienda, una fattura non pagata non rappresenta soltanto un credito da incassare, ma una parte della propria liquidità temporaneamente bloccata.

Quando i tempi di recupero si allungano, aumentano anche le difficoltà nella gestione finanziaria: cresce il fabbisogno di cassa, si rinviano investimenti e, in molti casi, diventa necessario ricorrere al credito bancario per sostenere la normale operatività.

In Italia questo problema è aggravato da una criticità ben nota alle imprese: i lunghi tempi della giustizia civile. Anche quando il credito è certo, documentato e difficilmente contestabile, ottenere un titolo esecutivo può richiedere mesi, rallentando ulteriormente il recupero delle somme dovute.

È proprio in questo contesto che si inserisce il Disegno di Legge n. 978 (DDL 978), una proposta di riforma che punta a rendere più rapido il recupero giudiziale dei crediti di importo contenuto, introducendo una procedura semplificata per specifiche tipologie di crediti.

Se approvata nella sua formulazione attuale, la riforma potrebbe rappresentare un'importante novità per imprese, professionisti e operatori del Credit Management, contribuendo a ridurre i tempi necessari per ottenere un titolo esecutivo e favorendo una gestione più efficiente del capitale circolante.


Cos'è il DDL 978 e quale obiettivo si propone

Il DDL 978 nasce con l'obiettivo di velocizzare il recupero dei crediti fino a 10.000 euro, quando il diritto del creditore è dimostrato da una prova scritta, come fatture, contratti o altra documentazione idonea.

La proposta di legge interviene su una delle principali criticità dell'attuale sistema: il tempo necessario per ottenere un titolo esecutivo.

Oggi, infatti, il creditore deve attendere che il giudice emetta un decreto ingiuntivo prima di poter proseguire con l'eventuale fase esecutiva. Con il DDL 978, invece, questo primo passaggio verrebbe semplificato.

L'avvocato incaricato dal creditore, purché munito di procura, potrebbe notificare direttamente al debitore un'intimazione formale di pagamento. Se quest'ultimo non presentasse opposizione entro 40 giorni, il credito diverrebbe esecutivo, consentendo di proseguire con gli strumenti previsti dalla legge per il recupero coattivo.

L'obiettivo dichiarato della riforma è duplice:

  • ridurre il carico di lavoro dei tribunali;
  • offrire a imprese e professionisti una procedura più rapida per il recupero dei crediti di modesta entità.


Come funziona oggi il recupero giudiziale di un credito

Per comprendere il potenziale impatto del DDL 978 è utile analizzare, in sintesi, come si sviluppa oggi una procedura giudiziale di recupero crediti.

Quando il debitore non adempie spontaneamente e il tentativo di risolvere la controversia in via stragiudiziale non produce risultati, il creditore può richiedere al giudice l'emissione di un decreto ingiuntivo.

Questa fase richiede diversi passaggi:

  • predisposizione della documentazione a supporto del credito;
  • deposito del ricorso presso il tribunale competente;
  • attesa dell'emissione del decreto;
  • notifica al debitore;
  • eventuale opposizione;
  • ottenimento dell'esecutività del titolo.

Sebbene la procedura sia consolidata, le tempistiche possono variare sensibilmente in base al tribunale competente, incidendo sulla rapidità con cui l'impresa riesce a recuperare la propria liquidità.


Come potrebbe cambiare la procedura con il DDL 978

La proposta di riforma mira a intervenire proprio su questa prima fase, eliminando uno dei principali fattori di rallentamento.

Se il testo venisse approvato senza modifiche sostanziali, l'intimazione di pagamento potrebbe essere notificata direttamente dall'avvocato del creditore, senza attendere il preventivo intervento del giudice.

Il debitore manterrebbe naturalmente il diritto di opporsi entro quaranta giorni, a garanzia del pieno rispetto del contraddittorio.

In assenza di opposizione, il credito acquisterebbe efficacia esecutiva, consentendo al creditore di procedere più rapidamente alle successive azioni previste dalla legge.

L'obiettivo della riforma non è soltanto quello di ridurre i tempi della procedura, ma anche quello di incentivare il debitore a definire la propria posizione prima che si renda necessario ricorrere all'esecuzione forzata.


Prima e dopo il DDL 978: cosa cambierebbe per le imprese


Per comprendere meglio la portata della riforma, è utile confrontare la procedura attuale con quella prevista dal DDL 978.

FASE DEL PROCESSOPROCEDURA ATTUALE:
DECRETO INGIUNTIVO TRADIZIONALE
DDL 978: INTIMAZIONE AVVOCATO
Avvio proceduraRicorso obbligatorio al GiudiceIntimazione formale di pagamento notificata dall'avvocato del creditore
Tempi per il titoloDiversi mesi - variabile a seconda del tribunaleCerti e bloccati: 40 giorni dalla notifica in assenza di opposizione
Costi iniziali viviPagamento anticipato del contributo unificato e spese di cancelleriaZero contributi unificati preventivi per la fase di intimazione
Impatto sulle PMISpesso sconveniente per piccoli crediti a causa di costi e tempi incertiSostenibile e rapido anche per fatture di piccolo importo
Rapporti commercialiI debitori sfruttano le lungaggini per trattenere liquiditàEffetto deterrente; incentivo a saldare subito o a transigere

📌 In sintesi

Se il DDL 978 entrerà in vigore nella formulazione attuale, le imprese potrebbero beneficiare di una procedura più snella, tempi potenzialmente più rapidi e una maggiore efficacia nella tutela dei propri crediti. Tuttavia, la velocità della procedura rappresenta soltanto uno degli elementi che incidono sul buon esito del recupero.


Una procedura più rapida non basta: la gestione del credito resta determinante

Una procedura giudiziale più veloce rappresenterebbe senza dubbio un passo avanti per il sistema. Tuttavia, sarebbe un errore pensare che una riforma normativa, da sola, possa risolvere tutte le criticità legate al recupero dei crediti commerciali.

Ogni pratica presenta caratteristiche differenti: cambiano la documentazione disponibile, il comportamento del debitore, le motivazioni del mancato pagamento e le possibilità di raggiungere una soluzione prima di arrivare in giudizio.

Per questo motivo, il vero elemento che continua a fare la differenza non è soltanto la rapidità della procedura, ma la capacità di scegliere la strategia più efficace fin dalle prime fasi della gestione del credito.

Intervenire tempestivamente, analizzare la posizione e instaurare un dialogo con la controparte può aumentare sensibilmente le probabilità di recupero, riducendo tempi, costi e il rischio di un lungo contenzioso.


Recupero crediti stragiudiziale: perché resta la soluzione più efficace

Anche nell'ipotesi di una procedura giudiziale più snella, la fase stragiudiziale continuerà a rappresentare il primo e più importante strumento di tutela per le imprese.

Nella maggior parte dei casi, infatti, il recupero del credito non dipende esclusivamente dalla possibilità di avviare rapidamente un'azione esecutiva, ma dalla capacità di individuare una soluzione sostenibile prima che la situazione si deteriori.

Una gestione stragiudiziale qualificata permette di:

  • avviare un confronto diretto con il debitore;
  • comprendere le reali cause del mancato pagamento;
  • individuare eventuali criticità amministrative o documentali;
  • valutare accordi transattivi o piani di rientro;
  • preservare, quando possibile, il rapporto commerciale tra le parti.

Per molte imprese, raggiungere un accordo in tempi rapidi rappresenta spesso la soluzione più conveniente rispetto all'avvio immediato di un procedimento giudiziale, i cui tempi e sviluppi possono essere difficili da prevedere.

💡 Il consiglio di NSK Credit Management

Ogni credito che rimane fermo tende ad aumentare il proprio livello di rischio. Intervenire rapidamente, quando il rapporto con il debitore è ancora recuperabile, consente spesso di ottenere risultati migliori rispetto a un'azione avviata dopo mesi di inattività.


L'approccio di NSK Credit Management: gestire il credito prima ancora di recuperarlo

La gestione del credito non consiste semplicemente nel sollecitare un pagamento.

Richiede competenze giuridiche, capacità negoziali e un'attenta valutazione della situazione specifica di ogni cliente e di ogni debitore.

Per questo NSK Credit Management affianca da oltre vent'anni aziende operanti in diversi settori, costruendo strategie di recupero personalizzate e orientate a ottenere il miglior risultato possibile nel minor tempo.

Ogni pratica viene affidata a un team interno composto esclusivamente da avvocati, che segue direttamente tutte le attività stragiudiziali.

A differenza di modelli basati su comunicazioni automatizzate o standardizzate, i professionisti di NSK Credit Management contattano personalmente la controparte, analizzano la posizione debitoria e promuovono un confronto diretto finalizzato alla ricerca di una soluzione condivisa.

L'obiettivo non è soltanto recuperare il credito, ma farlo nel modo più efficace possibile, preservando, quando le condizioni lo consentono, il rapporto commerciale costruito tra le parti.

Durante tutte le fasi della gestione, il cliente riceve aggiornamenti costanti sull'evoluzione della pratica e sulle attività svolte, potendo così monitorare con trasparenza l'andamento del recupero.

Questo approccio permette spesso di definire la posizione in via stragiudiziale, evitando i tempi e i costi di un procedimento giudiziale.


Quando il recupero giudiziale diventa necessario

Non tutte le controversie possono essere risolte attraverso il dialogo.

Quando la fase stragiudiziale non consente di raggiungere un accordo o quando il comportamento del debitore rende inevitabile il ricorso al giudice, è fondamentale poter proseguire rapidamente con gli strumenti previsti dall'ordinamento.

In questi casi, NSK Credit Management coordina il passaggio alla fase giudiziale attraverso uno studio legale esterno specializzato, garantendo continuità nella gestione della pratica e mettendo a disposizione del cliente tutta la documentazione e le attività già svolte durante la fase stragiudiziale.

Un approccio integrato consente di evitare duplicazioni di lavoro, ridurre i tempi di avvio dell'azione giudiziale e assicurare una gestione coerente dell'intero percorso di recupero.


Perché il DDL 978 potrebbe rendere ancora più importante una gestione professionale del credito

Se il Disegno di Legge entrerà in vigore, molte imprese potranno contare su uno strumento giudiziale potenzialmente più rapido.

Ma proprio per questo diventerà ancora più importante arrivare preparati.

Una corretta gestione della documentazione, una valutazione tempestiva delle posizioni debitorie e una strategia definita fin dalle prime fasi consentiranno di sfruttare al meglio le opportunità offerte dalla nuova disciplina.

La normativa può semplificare una procedura; non può sostituire l'esperienza necessaria per individuare il percorso più efficace verso il recupero del credito.

Ed è proprio questa capacità di coniugare competenze giuridiche, gestione operativa e attenzione ai rapporti commerciali che rappresenta il valore di un partner specializzato nel Credit Management.


Il DDL 978 è già in vigore?

No. Al momento della pubblicazione di questo articolo, il DDL 978 è ancora un disegno di legge e non produce effetti giuridici.

La proposta ha già compiuto importanti passi nel proprio iter parlamentare, ma dovrà completare l'intero percorso di approvazione prima di diventare legge.

Fino ad allora, continueranno ad applicarsi le procedure attualmente previste dall'ordinamento per il recupero dei crediti.

È inoltre possibile che il testo venga modificato nel corso dell'iter legislativo, introducendo variazioni rispetto alla versione oggi disponibile.

Per questo motivo è consigliabile monitorare l'evoluzione della normativa e valutarne gli effetti concreti solo dopo la pubblicazione del testo definitivo.

⚠️ Attenzione

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgative e fanno riferimento al testo del DDL attualmente disponibile. NSK Credit Management aggiornerà questo approfondimento in caso di modifiche normative o dell'entrata in vigore della riforma.

Cosa possono fare oggi le imprese?

Indipendentemente dall'approvazione del DDL 978, esistono alcune buone pratiche che possono contribuire a migliorare la gestione dei crediti commerciali e aumentare le probabilità di recupero.

1. Non aspettare che il credito diventi "vecchio"

Intervenire nelle prime fasi del ritardo consente spesso di risolvere la situazione prima che il rapporto con il debitore si deteriori.

2. Conservare sempre la documentazione

Contratti, ordini, DDT, fatture, PEC e ogni comunicazione possono rivelarsi fondamentali sia nella fase stragiudiziale sia nell'eventuale fase giudiziale.

3. Monitorare costantemente lo scaduto

Un controllo periodico dei crediti consente di individuare tempestivamente eventuali situazioni critiche e pianificare gli interventi più opportuni.

4. Privilegiare, quando possibile, una soluzione stragiudiziale

Raggiungere un accordo condiviso permette spesso di ridurre tempi e costi, mantenendo al tempo stesso il rapporto commerciale con il cliente.

5. Affidarsi a professionisti specializzati nella gestione del credito

Ogni posizione presenta caratteristiche diverse. Valutare fin dall'inizio la strategia più adatta consente di aumentare le probabilità di recupero e scegliere consapevolmente se proseguire in via stragiudiziale o giudiziale.


A quali crediti si applicherebbe la nuova procedura?

Secondo il testo attualmente in discussione, la procedura riguarderebbe crediti fino a 10.000 euro fondati su prova scritta, come fatture, contratti o altra documentazione idonea.

Cosa succede se il debitore presenta opposizione?

L'opposizione impedisce che il titolo diventi automaticamente esecutivo e la controversia prosegue secondo le modalità previste dalla normativa vigente.


Il DDL elimina il recupero crediti stragiudiziale?

Assolutamente no.

La proposta riguarda esclusivamente una fase della procedura giudiziale. La gestione stragiudiziale continua a rappresentare, nella maggior parte dei casi, il primo e più efficace strumento per cercare di recuperare il credito, limitare i costi e preservare i rapporti commerciali.


Conviene attendere l'approvazione del DDL prima di agire?

Generalmente no.

Quando un credito inizia a deteriorarsi è consigliabile intervenire tempestivamente. Attendere l'evoluzione della normativa potrebbe significare aumentare il rischio di insolvenza e ridurre le possibilità di recupero.

Se desideri approfondire come ottimizzare la gestione dei crediti della tua azienda o ricevere una valutazione della tua situazione, il nostro team è a disposizione per un confronto senza impegno.

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