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Finanziamento SSN, PNRR e gestione della spesa: la sfida della sostenibilità finanziaria per la sanità

6 Ottobre 2026

Il Servizio Sanitario Nazionale si trova davanti a una fase particolarmente delicata: da un lato la necessità di garantire livelli di assistenza uniformi sul territorio nazionale, dall'altro la crescente pressione esercitata dalla spesa sanitaria, dalla carenza di personale e dalla necessità di rendere strutturali gli investimenti realizzati attraverso il PNRR.

Il tema delle risorse torna quindi al centro del dibattito sulla sostenibilità del sistema sanitario.

Nel corso dell'audizione del 15 settembre 2026 presso la Commissione Affari sociali della Camera, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha evidenziato la necessità di un finanziamento del Fondo Sanitario Nazionale maggiormente adeguato al fabbisogno effettivo, sottolineando il progressivo divario tra risorse disponibili e spesa sanitaria.

Secondo le stime richiamate dalle Regioni, il finanziamento del SSN dovrebbe crescere nei prossimi anni, ma con incrementi più contenuti rispetto al 2026. In rapporto al PIL, il finanziamento passerebbe dal 6,15% del 2026 al 6% nel 2027 e al 5,9% nel 2028. Il differenziale tra fabbisogno e risorse disponibili, sempre secondo il quadro presentato dalle Regioni, potrebbe arrivare a circa 11 miliardi di euro nel 2028.

Il quadro evidenzia quindi una questione che non riguarda soltanto la programmazione della spesa pubblica, ma anche la capacità degli enti sanitari di garantire continuità finanziaria e operativa.

Per le imprese che lavorano con il SSN, questo scenario assume un'importanza particolare. Aziende farmaceutiche, fornitori di dispositivi medici e altri operatori della filiera sanitaria si trovano infatti a operare all'interno di rapporti caratterizzati da procedure amministrative complesse, elevati volumi di spesa e gestione di crediti verso ASL, Aziende Ospedaliere e altri enti pubblici.

In questo contesto, la gestione del credito diventa parte integrante della sostenibilità finanziaria dell'impresa.


Finanziamento del SSN: il divario tra risorse e fabbisogno

La principale criticità evidenziata dalle Regioni riguarda la progressiva distanza tra le risorse disponibili e il fabbisogno necessario a sostenere il sistema sanitario.

Il problema non riguarda esclusivamente l'ammontare complessivo del Fondo Sanitario Nazionale. Un ulteriore elemento di attenzione è rappresentato dalla quota di risorse vincolate a specifiche destinazioni, che può ridurre i margini di flessibilità nella gestione dei bilanci regionali.

Per le amministrazioni sanitarie, questo significa dover programmare le proprie attività in un contesto nel quale le risorse devono essere distribuite tra esigenze diverse e sempre più rilevanti: personale, farmaci, dispositivi medici, assistenza territoriale, innovazione tecnologica e investimenti.

La questione della sostenibilità finanziaria diventa quindi strettamente collegata alla capacità di programmare la spesa e di governare i flussi finanziari nel medio periodo.


Sanità dopo il PNRR: la sfida passa dalla realizzazione alla gestione

Una delle questioni centrali riguarda la fase successiva agli investimenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

La Missione 6 del PNRR ha sostenuto importanti interventi di riorganizzazione e potenziamento dell'assistenza sanitaria, tra cui Case della Comunità, Ospedali di Comunità e Centrali Operative Territoriali.

La realizzazione delle strutture rappresenta però soltanto una parte del processo.

Una volta completate le infrastrutture, diventa necessario garantire le risorse correnti per mantenerle operative, assicurare il personale necessario e sostenere nel tempo i nuovi modelli organizzativi e assistenziali.

La sostenibilità degli investimenti realizzati con il PNRR dipende quindi anche dalla capacità del sistema sanitario di trasformare le nuove infrastrutture in servizi effettivamente funzionanti e integrati nella rete territoriale.

È una fase nella quale programmazione, gestione della spesa e disponibilità finanziaria diventano elementi strettamente collegati.


Personale sanitario e spesa: le altre pressioni sui bilanci regionali

Alla questione del finanziamento si aggiunge quella delle risorse umane.

La carenza di personale sanitario rappresenta una delle criticità indicate dalle Regioni, che hanno evidenziato la necessità di intervenire sui vincoli alla spesa per il personale e sugli strumenti utili a rendere più attrattivo il lavoro nelle strutture caratterizzate da maggiore intensità operativa.

La sostenibilità del SSN dipende infatti anche dalla possibilità di disporre delle risorse professionali necessarie per garantire i servizi.

A questo si aggiunge la crescente pressione esercitata dalla spesa per farmaci e dispositivi medici, che rappresenta un'altra componente rilevante dei bilanci sanitari.

Secondo i dati richiamati nel dibattito sulla spesa farmaceutica, nel 2025 la spesa complessiva per i farmaci ha raggiunto 24,9 miliardi di euro.

La gestione della spesa farmaceutica si intreccia inoltre con temi come appropriatezza prescrittiva, rimborsabilità e meccanismi di payback, rendendo ancora più complesso il quadro finanziario nel quale operano Regioni ed enti del SSN.


Mobilità sanitaria e sostenibilità del sistema

Un ulteriore elemento richiamato dalle Regioni riguarda la mobilità sanitaria interregionale, cioè il fenomeno per cui un paziente riceve prestazioni sanitarie in una Regione diversa da quella di residenza.

La mobilità può rappresentare uno strumento per garantire l'accesso a prestazioni di particolare complessità e specializzazione, ma comporta anche rilevanti flussi finanziari tra i sistemi sanitari regionali.

Nel quadro presentato dalla Conferenza delle Regioni, il valore della mobilità sanitaria interregionale è stimato in circa 4,7 miliardi di euro. La proposta è quindi quella di arrivare a una gestione maggiormente programmata del fenomeno, in modo da garantire l'accesso alle prestazioni ad alta specializzazione senza determinare una concentrazione eccessiva della domanda presso alcune strutture.

La mobilità sanitaria si inserisce così in un quadro più ampio nel quale programmazione, sostenibilità economica e capacità di garantire i servizi devono essere considerate congiuntamente.


Cosa significa per le aziende che lavorano con il SSN

Le criticità finanziarie del sistema sanitario non riguardano soltanto le amministrazioni pubbliche.

Attorno al SSN opera infatti una filiera articolata che comprende aziende farmaceutiche, produttori e distributori di dispositivi medici, fornitori di beni e servizi sanitari e altri operatori che intrattengono rapporti contrattuali con ASL, Aziende Ospedaliere e Regioni.

Per queste imprese, la gestione finanziaria del rapporto con la Pubblica Amministrazione assume un'importanza particolare.

Un credito verso un ente sanitario non rappresenta infatti soltanto un importo da incassare: fino a quando non viene liquidato, continua a impegnare capitale circolante e può incidere sulla disponibilità finanziaria dell'azienda.

Per questo motivo, soprattutto in presenza di portafogli caratterizzati da numerose posizioni, diventa importante monitorare costantemente lo stato dei crediti, individuare tempestivamente eventuali criticità e intervenire sulle attività necessarie alla loro liquidazione.


Crediti verso ASL e Aziende Ospedaliere: perché il monitoraggio è importante

La gestione del credito sanitario pubblico richiede la capacità di seguire non soltanto la posizione contabile, ma anche l'intero percorso amministrativo che conduce al pagamento.

Una fattura può infatti essere formalmente emessa, ma il suo iter può dipendere da diversi passaggi: verifica della documentazione, validazione della prestazione o della fornitura, riconciliazione contabile, eventuali contestazioni e completamento delle procedure interne dell'ente.

Per l'impresa creditrice, conoscere dove si trova una posizione e quale sia l'ostacolo che ne impedisce la liquidazione è quindi essenziale per stabilire come intervenire.

È in questo contesto che assume rilevanza il monitoraggio del DSO, Days Sales Outstanding, indicatore utilizzato per misurare il tempo medio necessario per trasformare i crediti commerciali in incassi.

Ridurre il DSO non significa semplicemente sollecitare un pagamento: significa comprendere le cause della permanenza del credito, intervenire sugli eventuali blocchi amministrativi e seguire la posizione fino alla sua definizione.


Gestire il credito sanitario in modo strategico: il ruolo di NSK Credit Management

In un contesto nel quale la sostenibilità finanziaria del SSN dipende sempre più dalla capacità di programmare e governare le risorse, anche la gestione dei rapporti economici tra aziende e sistema sanitario pubblico assume un peso strategico.

Per le imprese che forniscono beni e servizi a ASL, Aziende Ospedaliere, Regioni e altri enti del SSN, il credito verso la Pubblica Amministrazione non rappresenta infatti soltanto una partita contabile. Tempi di incasso prolungati, pratiche amministrative non definite e partite sospese possono incidere direttamente sulla liquidità e sul capitale circolante.

In questo scenario, intervenire sul credito significa innanzitutto conoscere lo stato delle singole posizioni, individuare le criticità che ne rallentano la chiusura e agire in modo mirato sui processi amministrativi che ostacolano il pagamento.

È questa la logica alla base dell'attività di NSK Credit Management nel settore Pharma & Healthcare: affiancare le aziende nella gestione dei crediti verso il sistema sanitario pubblico, intervenendo non soltanto sulla fase di recupero, ma anche sulle attività necessarie a rendere il credito più chiaro, documentato e gestibile.


Crediti verso la Pubblica Amministrazione: intervenire sulle cause del ritardo

La gestione di un credito sanitario richiede una conoscenza puntuale dell'iter amministrativo che accompagna la posizione.

Una fattura non pagata può infatti essere il risultato di situazioni differenti: documentazione da integrare, verifiche ancora in corso, disallineamenti amministrativi, contestazioni o partite che necessitano di essere ricostruite e riconciliate.

Per questo l'attività di recupero non può limitarsi alla sollecitazione del pagamento.

NSK Credit Management opera nella gestione e nel recupero dei crediti verso ASL, Aziende Ospedaliere e altri enti pubblici sanitari, intervenendo sulle criticità amministrative e relazionali che possono rallentare la definizione delle posizioni.

L'obiettivo è accompagnare il credito verso una situazione di maggiore chiarezza, riducendo per quanto possibile i tempi necessari alla sua definizione e, di conseguenza, l'impatto sulla liquidità aziendale.


Riconciliazione: trasformare le partite sospese in dati affidabili

Un altro aspetto centrale riguarda la riconciliazione dei crediti.

Nel rapporto con il sistema sanitario pubblico possono accumularsi nel tempo partite sospese, differenze documentali o posizioni la cui situazione non risulta pienamente definita. La loro permanenza non rappresenta soltanto un problema operativo: rende più complessa la lettura effettiva del portafoglio crediti e può incidere sulla corretta classificazione del rischio.

L'attività di riconciliazione consiste quindi nella ricostruzione documentale delle posizioni, con l'obiettivo di chiarire la situazione delle singole partite, eliminare gli elementi di incertezza e fornire all'azienda dati più affidabili per la propria gestione contabile e finanziaria.

In un sistema sanitario chiamato a rafforzare la propria capacità di governo della spesa, anche la qualità delle informazioni disponibili sui crediti diventa un elemento di gestione.


Svincolo delle fideiussioni: recuperare capacità finanziaria

Accanto alla gestione dei crediti, per le aziende che operano con la Pubblica Amministrazione esiste un'altra area nella quale possono rimanere immobilizzate risorse finanziarie: le fideiussioni.

Nel settore sanitario, così come negli appalti e nelle convenzioni pubbliche, una garanzia può continuare a risultare formalmente aperta anche quando sono venute meno le condizioni che ne giustificavano il mantenimento.

Finché la fideiussione rimane attiva, può continuare a occupare plafond bancario o assicurativo, limitando la capacità dell'impresa di utilizzare quelle stesse risorse per nuove attività.

NSK gestisce il processo di svincolo delle fideiussioni, seguendo i rapporti con gli enti e le stazioni appaltanti e accompagnando la pratica fino all'ottenimento della liberatoria.

Anche in questo caso, il risultato non riguarda soltanto la chiusura di una pratica amministrativa: lo svincolo consente di recuperare capacità finanziaria e rendere nuovamente disponibili risorse per l'attività dell'impresa.


Dalla gestione del credito alla governance finanziaria

Le criticità che interessano oggi il sistema sanitario pubblico non riguardano quindi esclusivamente la quantità di risorse disponibili. Riguardano anche la capacità di governare processi, tempi, informazioni e rapporti finanziari lungo una filiera estremamente complessa.

Per le aziende che lavorano con il SSN, questo significa considerare il credito non come una conseguenza passiva dei tempi della Pubblica Amministrazione, ma come una componente da monitorare e gestire all'interno della propria strategia finanziaria.

Ridurre i tempi di incasso, intervenire sulle posizioni sospese, ottenere lo svincolo delle garanzie e disporre di una rappresentazione più chiara del portafoglio crediti significa infatti migliorare la capacità dell'impresa di prevedere la liquidità disponibile, gestire il capitale circolante e programmare le proprie attività.

È in questa prospettiva che il Credit Management assume un significato più ampio rispetto al semplice recupero di un credito: diventa uno strumento di governance finanziaria.

Per le imprese del settore Pharma & Healthcare, conoscere il credito, comprenderne le criticità e intervenire tempestivamente sui fattori che ne rallentano la trasformazione in liquidità può diventare una parte integrante della gestione finanziaria.

NSK Credit Management affianca le aziende nella gestione dei crediti verso la Pubblica Amministrazione sanitaria, nella riconciliazione delle posizioni e nello svincolo delle fideiussioni, con un approccio orientato alla conoscenza delle singole situazioni e alla ricerca di soluzioni concrete.

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